“L’EDUCATORE PROFESSIONALE IN R.S.A.”
L’Educatore Professionale è una figura che, nell’ambito delle proprie competenze, programma, gestisce e verifica interventi educativi finalizzati al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli più avanzati di autonomia.
Caratteristiche distintive dell’operato dell’educatore sono la “relazione” e la “progettualità”.
La relazione “educativa” consente all’Educatore, nell’ambito della quotidianità, il recupero e la valorizzazione educativa dei significati delle attività di routine, l’interpretazione e l’elaborazione degli eventi, la stimolazione e la valorizzazione delle risorse personali e del contesto nel quale l’anziano è inserito.
La progettualità si riferisce al cammino che accomuna i soggetti coinvolti nella relazione educativa volti al raggiungimento di determinati obiettivi e risultati stabiliti a priori.
Alla luce dei cambiamenti che si stanno verificando nell’utenza di questi ultimi tempi, come per esempio l’allungamento della durata media della vita che costringe la maggior parte degli anziani a trascinarsi un pesante fardello di problemi connessi a malattie croniche-degenerative, anche l’approccio educativo si è evoluto e modellato in base alla lettura dei bisogni degli ospiti.
La scelta metodologica di privilegiare proposte animative per un vasto gruppo di ospiti rischia oggi di escludere buona parte degli stessi in quanto non trovano più nelle attività di gruppo una risposta alla propria sofferenze e al proprio decadimento perché il parteciparvi li espone alla certezza del fallimento.
L’educatore quindi non esclude l’attività animativa ma la arricchisce di elementi che appartengono alla propria professionalità: prima di “divertire” occorre infatti lasciare lo spazio alla disponibilità all’ascolto, alla relazione, al “fare-con” in una relazione che consente all’ospite di afferrare quei gesti, quelle parole e quella parte della propria personalità che il tempo si “accinge” a saccheggiare.
L’arte del lavorare e vivere quotidianamente immersi nell’altalenante mondo della vecchiaia, a volte triste, a volte improvvisamente gioioso, si traduce anche nella capacità di utilizzare la RELAZIONE EDUCATIVA come strumento che produce elementi in grado di far affiorare i lati positivi di esistenza annebbiate dalla malattia/vecchiaia.
Educatrici Professionali
Luisa Gervasoni
Tiziana Salvi
LA MUSICOTERAPIA
La Musicoterapia è una scienza che utilizza gli elementi musicali (suono con i suoi parametri, silenzio, ritmo, melodia, armonia) al fine di conseguire obiettivi terapeutici sia a livello fisico che psichico. Il musicoterapeuta instaura con l’Altro (individuo o gruppo), una relazione di contatto, di comunicazione e di crescita attraverso tali elementi, in modo da rendere possibili quei cambiamenti che possano portare ad una migliore condizione fisica mentale sociale ed emotiva.
Denominatore comune e fondamento di tutte le numerose e diverse scuole di pensiero, è la consapevolezza del particolare e privilegiato effetto che il suono e la musica producono sull'uomo dal punto di vista fisiologico, psicologico e psicopedagogico unite alla consapevolezza, sotto il profilo antropologico, dell'importanza del rapporto uomo-suono dall'inizio della vita, in tutte le civiltà e culture.
MUSICOTERAPIA IN CASA DI RIPOSO
L’approccio offerto in questo spazio desidera porre in primo piano la relazione, unitamente all’offerta di un preciso e specifico impianto metodologico, strutturato su singole esigenze e sviluppato con obiettivi generali e particolari da condividere e monitorare con il personale della struttura, ed eventualmente rinnovare periodicamente nel percorso e nei contenuti.
Il senso dell’intervento di Musicoterapia in questa struttura ha come finalità principale la Relazione Paziente-Musicoterapista che si realizza nel "qui ed ora" delle sedute : il prendere consapevolezza con l’essere insieme in questo momento assaporandolo in tutte le sue componenti, a fare un’esperienza particolare con tutte le sorprese che può riservare, concentrandosi sul momento e lasciando sullo sfondo tutto quello che non va (aspetto che normalmente domina il pensiero di un paziente geriatrico, molto concentrato sui suoi malesseri, quasi fossero l’unico richiamo paradossalmente vitale all’esserci). Ma è anche un qui ed ora esistenziale: entrare in contatto con il proprio momento di vita e con quello degli altri che condividono l’esperienza, dare e trovare un senso a questa fase della vita attraverso un "contenitore" protetto che permette l’esplorazione di quello che si vive: un’esplorazione dell’esserci, dell’esistere e del comunicare con se stessi e con gli altri. Ricreare un contesto in cui esprimersi ed essere ascoltato è il primo passo per riattivare la vitalità di una persona. Questo tipo di intervento di Musicoterapia ha l’obiettivo di trovare insieme con l’anziano il Senso che può avere in questo momento di vita, recuperando il piacere di realizzare e portare a compimento qualcosa, ricevendo gratificazione e conferma di sé.

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